martedì 28 ottobre 2014

Come sono nate le Fate di Celidonia?

Ovvero, come accadde che una seria e promettente fumettista decise di mollare tutto per mettersi a giocare con le fate? Ecco la storia delle  bambole ooak vista da Celidonia! :D

Le prime Fate di Celidonia in scala 1/12 (2003-2007)

Era il 2000. Modellavo la pasta sintetica già da diversi anni, ma mi dedicavo principalmente al fumetto, quando mi ostinai a voler creare personaggi, che allora disegnavo soltanto, in tre dimensioni. Fu così che, quasi per gioco, nacquero le mie prime creature Le prime erano interamente in Cernit - allora c’era solo quello o il Fimo Classic - subito dopo introdussi gli abiti, creati dai ritagli di stoffa presi dal baule della mamma, e i capelli, ricavati dai cordoni per tende. Appartenevano al mondo fantasy cui ero legata: fate, elfi e folletti che oggi chiameremmo "ooak" - acronimo pressoché sconosciuto in Italia a quei tempi e che, come sapete, sta per l'inglese "one of a kind" e significa pezzo unico.

Le prime bambole di Celidonia, in Cernit e Stoffa, altezza 35-45 cm (2002-2004)

Le mie prime bambole erano tutto tranne che perfette, ma ne ero tanto contenta! L'entusiasmo di poter interagire con loro, vederle a tutto tondo - a differenza delle illustrazioni, costrette nelle due dimensioni - poterle vestire e pettinare, superava la mania di perfezionismo. Avevo scoperto il mio canale creativo d'elezione e, insieme, il modo di dare una parvenza di dignità alla sindrome di Peter Pan galoppante: potevo continuare a giocare con le bambole dando alla cosa una connotazione artistica!

Gli altri, però, non erano della stessa opinione: Si, sono belli, ma non hanno futuro. I monili si indossano, con queste che ci fai? Se credi che qualcuno le compri sei pazza. Non li ascoltai e continuai a modellare le mie fate. Con il sottile dubbio, lo confesso, di essere realmente un po' fuori di testa.

Fata Celidonia by Daniela Messina - ooak in pasta sintetica

Poco tempo dopo ebbi la mia prima - lentissima - connessione Internet e vidi per caso qualcosa che mi fece esclamare: Wow! Ma allora non sono la sola pazza! 
Cosa vidi? Ma proprio delle Fate straordinariamente modellate in pasta sintetica! Con abiti confezionati perfettamente per loro. Mi chiesi chi ne fosse l’autore. Non sapevo di essere di fronte alle opere della Regina delle Fate: Wendy Froud. Dov’ero finita? Sul sito della Duirwaigh Gallery! Fu così che scoprii che Brian, il celebre illustratore fantasy che amavo (e che so essere nel cuore di molti di voi), aveva una moglie, capace di trasportare nel piano materiale e tangibile le creature che lui ritraeva con i colori sulla carta. 
Brian e Wendy hanno creato universi e - nonostante io sia tendenzialmente disincantata verso i rapporti a due - quando guardo loro non posso fare a meno di pensare che le anime gemelle esistono per davvero

Quella scoperta - di non essere pazza ma anzi di essere in compagnia di nomi celebri - fu per me l'inizio di un cammino meraviglioso, che continua ancora oggi.

Strega by Celidonia Daniela Messina - doll ooak in pasta sintetica

Di lì a breve conobbi Naoko Fortunato e il suo libro, ebbi il privilegio di esporre con artiste del calibro di Laura Scattolini, alla Biennale Nazionale di Bambole d'Artista di Canneto sull'Oglio e all'Internazionale al teatro Bibiena a Mantova, organizzata dalla poliedrica artista Annalisa Venturini, pubblicai i miei primi articoli e nel  2004 partecipai alla prima edizione di Miniaturitalia, dove conobbi altre due bravissime dollmakers, Elisa Fenoglio, che dipingeva bambole in porcellana abbigliandole meravigliosamente - come solo una costumista scenografa può - e Anna Rita Galizia, che creava affascinanti bambole gotiche in pasta sintetica, combinando sapientemente dolcezza e mistero.

Io ero nuova alla scala 1/12, le mie bambole erano più grandi (alcune erano alte anche mezzo metro), ma la fiera ammetteva solo quella scala, quindi iniziai a miniaturizzarle. E - sarà che pure io sono minuta e a furia d'impastare Kili di pasta sintetica m’era venuto mal di schiena - ci presi gusto. L’attenzione per le piccole cose, per i dettegli che sfuggono agli sguardi distratti, era la via giusta per me. Anche se non avrei mai immaginato che avrei finito col miniaturizzare così tanto da dover usare il microscopio stereoscopico

Bimba con Fata by Celidonia - Daniela Messina - ooak doll in pasta sintetica

L'unica rivista italiana specializzata in bambole d'artista, allora, era La Bacchetta Magica. Fu proprio tra quelle bellissime pagine che le mie Fate furono ospitate per la prima volta. Ma era una rivista in abbonamento, per addetti ai lavori, sconosciuta ai più. Con il passare degli anni, anche in Italia si iniziò a parlare di Fate ooak. Un grande merito va al lavoro divulgativo di Patrizio Tesauro e al suo sito ooak.it. Molte persone nel nostro paese ora conoscono questa forma d’arte e c’è stato un bellissimo fiorire di appassionati, che hanno mosso i primi passi inizialmente grazie al dvd della bravissima Patrizia Cozzo, prodotto da Patrizio, e alle successive collaborazioni con il giovane e promettente Fabrizio Corbo e poi Elettra Land. Molte nuove appassionate dell'arte del dollmaking stanno nascendo in Italia.

Certo, lo spirito della signorina Rottermeier che ogni tanto mi possiede si scandalizza quando sente dire “io faccio le ooak”, perché ooak da solo non vuol dire niente! Qualsiasi oggetto prodotto in esemplare unico è ooak. Si chiamano art doll, bambole d’artista o bambole ooak. Possono essere modellate in qualsiasi materiale, dalla scultura ad ago, come le opere dell'insuperabile Susanna Oroyan (scomparsa purtroppo nel 2007, lasciandoci un tesoro immenso di bambole e libri) al paperclay, alla pasta sintetica; possono rappresentare qualunque personaggio ed essere in qualsiasi scala. Ma infine dico, meglio conoscerle con un termine improprio piuttosto non conoscerle affatto! ;) Se ora ti chiedono cosa fai nella vita e gli rispondi “creo fate”, c’è almeno qualche probabilità che non arrivino subito quattro omini vestiti di bianco per rinchiuderti! :D

Fata delle Fragole by Celidonia - Daniela Messina - ooak doll in pasta sintetica

E pensare che Al Sogno, a Piazza Navona, Fate e Bambole one of a kind ci sono da tanto tempo, e che con Annalisa Venturini, Giusy Trani e altre dollmakers si parlava di organzzare una mostra proprio lì, nel cuore di Roma, tanti anni fa! Ma - ci raccontava allora la proprietaria - quel tipo di bambole sono conosciute e acquistate per lo più da ricchi turisti giapponesi, sconosciute agli italiani. 

La scala più gettonata per le Fate ooak è la 1/8 ma la mia prediletta resta la 1/12. Il bello delle bambole 1/12, come dice Anna Rita, è che possono avere una casa su misura per loro, con tanto di giardino e amici con cui giocare. E le fiere di Miniature sono meglio di un luna park! Ve lo confesso, fu per questo motivo che, insieme alle mie Fate, Bebè, Bimbe, Coniglietti e Topini iniziai a girare le fiere europee - Parigi per prima, per esporre al Paris Creation Show, e Londra poi, per il Kensington Dollhouse Festival. E, dopo tanti anni, sono ancora qui a modellare.

Fate ooak by Celidonia - Daniela Messina
Fate di Celidonia in scala 1/10 e 1/12 (2009-2013)

Ecco, questa è la storia di come sono nate le Fate di Celidonia. Di come, poi, una mia fatina finì nello scanner di Mairitales e apparve per la prima volta in Internet, della nascita del primo sito, celidonia.it, e del primo blog, fairydoor, vi racconto un’altra volta! :) 

E voi? In che modo vi siete avvicinati alla creazione o alla collezione di bambole d’artista? Come ne avete appreso l’esistenza? Me lo raccontate nei commenti? :) 

lunedì 20 ottobre 2014

Fatina Pipistrello in Fimo - Video Tutorial

Anche le Fatine si vestono per Halloween! Questa piccolina ha  indossato un costume da pipistrello e impareremo a modellarla insieme nel video tutorial che vi presento oggi. È un po' più elaborata della Fatina dei Fiori e della Fatina d'Autunno, ma è stilizzata in forme semplici e sono sicura che seguendo il tutorial non avrete difficoltà nel realizzare qualche sua sorellina, così si terranno compagnia mentre voleranno di porta in porta a gridare "dolcetto o scherzetto?"

Fatina Pipistrello in Fimo - Tutorial

Lo scherzetto a me l'ha fatto iMovie! Nell'esportare il filmato, sono riapparsi magicamente i rumori di fondo, solo per pochi minuti nella prima parte del video. Per la seconda volta. Scusatemi, per questo video non ho potuto fare il progetto da capo, spero di risolvere il problema per il prossimo. 

Come pasta sintetica, per modellare la Fatina ho usato il Fimo Professional doll art n. 435, cameo, che ha una bella tonalità d'incarnato, colorita ma non troppo, di un tono più scuro di quella che uso solitamente. Mi sembrava la più adatta per una Fatina Pipistrello :) La cosa che mi piace poi del Fimo Professional è la sua confezione da 85 g, che rispetto ai 56 g del Soft è un po' più conveniente.
Per il vestitino, il cappellino e le ali, ho usato il Fimo Soft, così come per i capelli. Ma ripeto quello che ho già scritto per il tutorial precedente: sperimentate e trovate la pasta sintetica più adatta alle vostre mani, o anche un mix di paste sintetiche diverse, non esistono regole fisse. Pensate che Mairitales, per le sue miniature, usa da anni il Cernit - che per la maggior parte dei miniaturisti è troppo morbido - con soddisfazione e ottimi risultati. Se avete già una pasta sintetica preferita, qual è la vostra? Raccontatemelo nei commenti :)  


Per modellare figure un po' elaborate come questa, è meglio fare cotture multiple, in questo modo eviterete di deformare le parti già modellate mentre lavorate a quelle nuove. La pasta sintetica, se non supera la temperatura di cottura, può essere infornata ripetute volte, senza bruciare. Questo ci aiuta molto nel modellato di figure complesse e in alcuni casi diventa indispensabile per una buona riuscita del lavoro: immaginate di dover modellare un pettirosso appena posato sulle mani di una bimba. Non sarebbe mai possibile realizzarlo in un'unica cottura senza deformare le dita!

Per unire la pasta cruda a quella cotta si può usare una goccia di Fimo Liquid, o anche nulla, avendo cura di lasciare il lavoro a riposare almeno una notte prima d'infornare. In questo modo il solvente presente nella pasta cruda penetrerà in quella già cotta e il legame tra le due diventerà più saldo. Un po' come succede per le persone, fanno amicizia :) 

Potete vedere il tutorial sia qui nel blog che nel canale YouTube di Celidonia Studio. Come i tutorial precedenti, è in HD, quindi se mettete l'opzione a schermo intero (il tasto in fondo a destra nella finestra del video) avrete una visione migliore. Se vi piace, supportate il canale iscrivendovi (così sarete i primi a vedere i prossimi tutorials!), condividendo e commentando. Mi piacerebbe vedere le Fatine nate dalle vostre mani. Se le pubblicate, mettete il link tra i commenti? Grazie! :) 

mercoledì 15 ottobre 2014

Mini Scultura Gioiello - Il Pipistrello!

Pipistrello - gioiello scultura in pasta sintetica by Celidonia

È passato qualche anno da quando modellai il mio primo Pipistrello, in scala 1:1, amico di una Fatina un po' dark. Pur amando queste creature del cielo - ho avuto persino il privilegio di conoscerne due da vicino - ho più familiarità con i Pettirossi, sarà perché sono una creatura diurna e se la notte sto sveglia è solo per modellare. Il mio primo Sculptural Eardrop - Scultura Gioiello, da indossare - fu proprio un Pettirosso, e nacque grazie a un desiderio della bravissima pittrice di sassi Roberta Michetti.

Così, quando ho ricevuto la richiesta di questa commissione particolare - mini-modellare un chirottero, da portare appeso all'orecchio - ho esitato. Come lo miniaturizzo un Pipistrello in scala 1/12? Come faccio a rendere verosimile, in una scala così minuta, il patagio ossia la membrana che forma le ali? E, soprattutto, come riportare fedelmente quel loro musetto dall'espressione tanto furba e graziosa? E gli arti trasformati in ali? E i piedini?

Dopo un po' di studio e di lavoro, è nato lui.

Pipistrello - gioiello scultura in pasta sintetica by Celidonia

La pasta sintetica che ho utilizzato è stato un Fimo Soft "stagionato", cioè aperto da un po' e quindi non troppo morbido. Ho effettuato cotture multiple per poter evidenziare bene l'ossatura delle ali, i piedini e tutti i particolari. Il manto l'ho lievemente dipinto con i Genesis color terra d'ombra bruciata, e gli occhi e il nasino li ho lucidati con una vernice specifica per paste sintetiche, ma nelle foto tutto questo si percepisce poco. Se fotografare bene le miniature è difficile, fotografare le miniature nere è quasi impossibile! Purtroppo non sono riuscita a fare scatti migliori di quelli che vi presento e il pipistrello si rivelerà in tutte le sue caratteristiche soltanto "di persona".

Mi piace pensare che ognuno di noi ha un animale-totem, un archetipo di quel che siamo o di quel che aspiriamo ad essere. Il mio augurio è che i miei Sculptural Eardrops, volando appena sopra la spalla del loro umano, come un Famiglio, sussurrino all'orecchio le Parole dell'Anima, permettendole di manifestarsi in questo mondo complesso, difficile e pure meraviglioso.

Voi avete un animale cui siete particolarmente legati? Cosa rappresenta nella vostra vita? È reale o fantastico? Mi piacerebbe saperne di più. Se vi va, raccontatemelo nei commenti :)

lunedì 6 ottobre 2014

Coniglietto Fatato in Miniatura - Video Tutorial

Sono profondamente convinta che l'elemento essenziale per modellare - come per dipingere, suonare o scrivere - non sia l'abilità tecnica, che pure è importante, né il talento, che aiuta. Credo che l'agente primario che muove le mani sia l'amore. Senza di esso, nessuna materia prende vita e nessun'onda vibra davvero nello spazio. Ed è dal profondo amore che nutro per i Conigli - e grazie all'esperienza di vita condivisa con una Coniglia in particolare - che nasce il video tutorial che vi presento oggi.

Coniglietto miniatura in pasta sintetica tutorial

Ci sono voluti quattro giorni di lavoro e, a causa di un inconveniente tecnico, una nottata davanti al computer. Ma con un pizzico di Polvere di Fata è venuto alla luce ed eccolo ultimato per condividerlo con voi, qui sul blog e sul canale youtube.

La scala in cui ho voluto modellarlo è la mia prediletta, la 1/12, ma per motivi di ripresa (cioè, per motivi di scarsi mezzi di ripresa :P) il Coniglietto è lievemente più grande. La pasta sintetica che ho utilizzato è il Fimo Soft, ma vi invito a sperimentare anche altre paste, perché ogni mano ha la sua preferita, e quel che va bene per me non è detto che vada bene per un altro. Dipende da tanti fattori, come ad esempio il modo in cui la si manipola e la temperatura delle mani.

Ma ora smetto di chiacchierare e vi lascio al video, lasciatevi guidare dal Coniglietto! :)