venerdì 29 agosto 2014

Come nasce una Fata - Cap. 6

Con quest'ultimo video termina la serie dedicata alla nascita di una baby fatina ooak in pasta sintetica. Come nel racconto "La bambina di neve" di Hawthorne - le cui guance sfiorate dal bacio di un bimbo diventano rosee - questa mini scultura, dapprima pallida, acquista colore sfiorata dal pennello... più prosaicamente grazie ai Genesis colors.

Sulle tempie ho dipinto, quasi impercettibili, le piccole vene superficiali e con lo stesso azzurro, ma molto più diluito, ho reso quelle leggere delle palpebre.
Per alcuni particolari, come le ciglia e le unghie, ho utilizzato il microscopio stereoscopico, perché lavorando con dimensioni così piccole non sarebbe stato possibile raggiungere un grande livello di accuratezza utilizzando soltanto le lenti di ingrandimento di cui mi servo nella parte di modellato.

Per i capelli uso da sempre la viscosa, conosciuta in inglese come viscose hair, non ho mai utilizzato mohair o tibetan lamb, perché preferisco lasciarli attaccati ai loro legittimi proprietari, gli animali. Inoltre la viscosa, anche se può essere un po' più lunga da lavorare, lascia libera la creatività perché può essere arricciata o lasciata liscia, modellata in acconciature particolari, ed è sottile sottile e lucida come solo i capelli di una fata possono essere.

Infine le ali le ho create in pasta sintetica, poi dipinta, ispirandomi liberamente alle ali delle farfalle.


Proprio mentre mettevo le ali alla piccola fatina, una vecchia farfalla si è posata sul fiore di cera ospitato in terrazzo. Probabilmente era alla fine del suo ciclo vitale perché le sue ali erano consumate da mille voli. È rimasta a lungo per succhiare il nettare dei fiori, permettendomi di fotografarla, poi è volata via. 

Baby Fatina ooak e Farfalla

Ho scoperto in questo sito inglese che nel linguaggio dei fiori l'hoya (il fiore di cera) significa "scultura". Non ho potuto fare a meno di pensare che, mentre una farfalla era alla fine, un'altra creatura alata, seppure in scultura, nasceva.  È bello immaginare che le farfalle, alla fine della loro vita, possano rinascere fate, in una seconda metamorfosi.

Come le ali sono un ponte tra la terra e il cielo, così la farfalla, che in greco ha lo stesso nome dell'anima - psyché - ci ricorda che il mondo non è soltanto quello che ci sembra di conoscere. E che il cambiamento può essere meraviglioso. 

Baby Fatina ooak di Celidonia

Potete vedere il video direttamente qui sul blog oppure sul canale youtube di Celidonia :) 

venerdì 22 agosto 2014

Come nasce una Fata - Cap. 5

Eccoci giunti al penultimo appuntamento della serie di video che segue la creazione di una Fata in pasta sintetica. È l'ultima parte riguardante la scultura, nel prossimo esamineremo la colorazione, l'applicazione delle ciglia e dei capelli, le ali per volare. In questo capitolo invece vediamo - sempre in chiave fatata - come nascono il collo e le orecchie, che completano la parte di modellato.

Il collo di un bebè quasi non si vede, perché c'è pochissimo spazio tra la nuca e le spalle, eppure in quello spazio così esiguo c'è la forza per tenere su la testa e per farla girare. È quindi un elemento importante del tutto organico che forma il corpo. Basta davvero pochissima pasta per rendere le pieghette morbide che lo descrivono, ma si deve sentire la sua vitalità.


Ho scelto di non fare le orecchie a punta, forse perché ogni bimbo è un po' una creatura fatata indipendentemente dalla forma delle orecchie. Dedico comunque sempre molta attenzione a questa parte del corpo, trovo che nelle orecchie di ognuno sia racchiusa un po' la sua personalità. Se vi soffermate ad osservarle, vedrete che ognuno è diverso, anche di molto. Il lobo può essere attaccato o sporgente, la parte superiore più o meno appuntita, il padiglione largo o stretto. C'è un intricato disegno di forme e curve, in un labirinto che conduce dall'esterno verso l'interno. Ha una struttura scheletrica cartilaginea elastica, e questo lo rende flessibile, non rigido. Muta con l'età e, assieme al naso, continua sempre impercettibilmente a crescere. Oltre che da individuo a individuo, ci sono differenze anche tra le diverse etnie. Avete mai osservato le orecchie delle persone di origine africana? Sono più piccole, delicate e il loro lobo è minuto e completamente attaccato. Bellissime.

L'orecchio ci mette in comunicazione con il mondo. Dopo il tatto, è il secondo senso a svilupparsi nella vita intrauterina ed è da lui che evolve in seguito la capacità di parlare. Questo ci ricorda che l'ascolto non è mai passivo, bensì attivo. Come dice il medico francese Alfred Tomatis, che dedicò tutta la sua vita allo studio dell'uomo a partire dall'orecchio:
Il cervello non produce energia, la cattura, ed è l'orecchio che glie la fornisce 
Pensiamo ai cuccioli che si tranquillizzano semplicemente ascoltando il battito del cuore della propria mamma e al senso del ritmo e alla musica che accompagnano dall'alba dei tempi riti e cerimonie religiose. È un bell'impegno modellare le orecchie consapevolmente, cercando di trasmettere il loro reale senso d'esistenza. Io ne sono sempre un po' intimorita... oltre che affascinata! E voi? :)

Anche in questo caso ho usato una piccola quantità di Fimo Liquid per unire il Living Doll crudo delle orecchie e del collo a quello cotto del resto del corpo,  e anche qui valgono le alternative e le raccomandazioni scritte nel post dedicato alle gambe

Potete vedere il video direttamente qui sul blog oppure, come ormai saprete, sul canale youtube di Celidonia :) 

martedì 12 agosto 2014

Test - Che Creatura di Celidonia sei?

D'estate, si sa, torna la voglia di leggerezza e di giocare. Così - per festeggiare questo Ferragosto - Fatine, Topini e Coniglietti si sono divertiti un mondo ad essere i protagonisti di un test da fare sotto l'ombrellone (o in riva al lago se preferite): scegli la creatura di Celidonia che ti piace di più e ti dirò chi sei! 

Scriveteci nei commenti chi sceglierete, qui siamo tutti curiosi di conoscere la vostra rappresentanza fatata! :) 
Vi auguriamo una luminosa festa di mezza estate e... Alla prossima settimana con un nuovo video

Coniglietti, Topini, Pettirossi, Fatine... Scegli chi sei!

1. Coniglietto: di aspetto dolce e carino, solo all'apparenza schivo e riservato, non sei così indifeso come sembri e la tua missione è conquistare il mondo. Divori libri e qualsiasi cosa ti si metta sotto il naso. Scavi a fondo nelle cose, ma non sei mai tetragono, adori fare burle e non ti piace prendere la vita troppo sul serio. Più che con inutili parole, ti piace comunicare attraverso la danza. Ami la musica e il tuo mestiere ideale è il ballerino o... lo speleologo!

2. Topino: Intelligente, furbetto, ma anche molto buono, sei spesso accusato ingiustamente e vittima di luoghi comuni. Ti piace essere previdente e fare provviste per il futuro, ami la compagnia e sei molto socievole. Sei un ottimo osservatore e hai la capacità di adattarti ad ogni situazione. Adori curiosare tra le cose altrui e se vedi un vassoio di biscotti incustodito... non puoi resistere! Adori arrampicarti ed esplorare, potresti fare l'equilibrista o l'investigatore.

3. Pettirosso: Sei un solitario, non ti piace mischiarti tra la folla e sei molto geloso dei tuoi spazi. Il tuo elemento è l'aria e gli altri ti vedono bellissimo ma inavvicinabile.  Del resto tu adori osservare il mondo dall'alto, standotene sempre un po' sulle tue. Ti piacciono le cose belle, come i servizi da tè in porcellana e le zuppiere antiche e chi li possiede godrà con più facilità delle tue visite. Sei molto coraggioso e potresti diventare un pilota d'aerei o un paracadutista. 

4. Baby Fatina: Sei un'anima pura, inguaribilmente affetta dalla sindrome di Peter Pan. Spesso la tua ingenuità è fonte di delusioni, ma tu non smetti mai di essere fiducioso e di sognare. Senti il bisogno di affidarti a qualcuno che ti aiuti a crescere ma, in realtà, a te crescere non piace proprio! Preferisci il mondo dell'infanzia, dove puoi spiegare le ali per sognare in pace. Da grande (se mai lascerai il nido) potresti fare la maestra d'asilo o il costruttore di giocattoli. 

5. Fata: Sei una persona affascinante, ti piace sedurre ed essere ammirato. Un po' egocentrico, vorresti essere costantemente al centro dell'attenzione, se ti senti trascurato te la prendi e puoi diventare dispettoso e vendicativo. Ma sotto il carattere difficile hai una natura generosa, che ti porta a difendere strenuamente ciò in cui credi e chi hai a cuore. Ami l'arte, la musica e la poesia, sei spesso fonte d'ispirazione per poeti e artisti. Da grande puoi fare… il re o la regina. O tutti e due! 

6. Bambina: Deluso dal mondo degli adulti, preferisci rifugiarti nella tua cameretta in compagnia del tuo amico dalle orecchie lunghe e codino a pompon, o nel giardino della tua casa raccogliendo fiori e giocando con gli uccellini. Vivi nel tuo mondo fatto di fiabe e buoni sentimenti, ti piace prenderti cura di chi ami e sei un amico molto leale. Hai un animo tenero e romantico e una sensibilità che può essere scambiata per fragilità. Potresti diventare un disegnatore o un poeta. 

7. Micro Fatina: Non sei un tipo appariscente, ti piace la bellezza nascosta, quella che va cercata dentro alla corolla di un fiore. Sei attento al dettaglio e hai la capacità di cogliere particolari che agli altri sfuggono. Allo stesso modo, per accorgersi di te bisogna avere abilità nel cercare e spirito d'osservazione, non sei fatto per i superficiali. Ma chi ti trova scopre un universo di leggiadria e una benedizione nella tua compagnia. Potresti fare l'orafo o il microbiologo. 

8. Elfo nella Noce: Sei molto sensibile, spesso pieno di talenti, caratteristiche che ti conducono alla necessità di proteggerti. Susciti sentimenti di ammirazione e a volte anche invidia e sei portatore di quel cambiamento che, al tempo stesso, un po' ti intimorisce. Idealista e instancabile pioniere di nuove idee, per te ogni giorno è una nuova nascita che affronti con passione ed entusiasmo, piantando germogli nel cuore di ognuno che incontri. Nella vita puoi diventare un inventore o un guaritore. 

9. Gioiello delle Fate: Un po' vanitoso, ti piace essere sempre elegante e ammirato. Sei concreto, hai bisogno di vedere e toccare le cose che incontri nel cammino e dai più importanza ai fatti che alle parole. Possiedi una buona dose di ambizione che ti porta a raggiungere sempre le mete che ti prefiggi. Per te le persone che ami sono come gioielli da custodire e ti piace far loro doni per comunicare i tuoi sentimenti. Puoi essere un ottimo imprenditore, ma anche un raffinato stilista. 

venerdì 8 agosto 2014

Come nasce una Fata - Cap. 4

In questa nuovo video dedicato alla nascita di una Fata in pasta sintetica vedremo come nascono le braccia e le mani, partendo dalla ormai familiare pallina di pasta.
Le mani sono gli strumenti stessi che usiamo per modellare e le braccia sono quelle che ci danno la forza per impastare. Insieme danno vita ad altre braccia ed altre mani, in questo caso quelle di una Fatina. Usiamo le braccia per accogliere, per respingere o abbracciare ma anche per condurre le mani con le quali creiamo, afferriamo, accarezziamo, modelliamo e dipingiamo. Rappresentano il senso del tatto e ci permettono di comunicare al di là del suono e della vista. Avvicinano oppure allontanano. Le mani più delle altre parti del corpo raccontano la nostra storia, le nostre abitudini, la nostra età, con una sincerità che appartiene solo a loro. Forse per questo si dice che nelle linee del palmo sia racchiuso il nostro destino.

Se il corpo assieme alle braccia, alle gambe e alla testa forma una stella, la mano anche, con le sue cinque dita rimanda alle punte di una stella, e insieme formano quel meraviglioso universo che è l'essere umano.


Anche in questo caso ho usato un po' di Fimo Liquid per unire il Super Sculpey Living Doll crudo delle braccia a quello cotto del busto,  e anche qui valgono le alternative e le raccomandazioni scritte nel post precedente dedicato alle gambe e ai piedini. 

C'è un vecchio proverbio toscano che dice: 
Bisogna guardare alle mani e non agli occhi
perché, appunto, le mani non mentono mai. Lo faccio mio per invitarvi a guardare le mani della piccola Fatina che nascono in questo video, qui sul blog o in una definizione maggiore direttamente su youtube, sul canale di Celidonia :) 

venerdì 1 agosto 2014

Come nasce una Fata - Cap.3

Eccoci arrivati al terzo della serie di video che segue la nascita di una Baby Fatina in pasta sintetica. In questo capitolo assisteremo alla nascita delle gambe e dei piedini.
Anche se le Fate hanno le ali e possono volare, è importante pure per loro avere una certa capacità di "stare con i piedi per terra". Quante creative se lo saranno sentito ripetere all'infinito? È un leitmotiv che accompagna molte di noi dall'infanzia. Intanto impariamo come modellare dei piedini saldi per Fatine, chissà che quest'esercizio non aiuti anche i nostri, di piedi, così che possano portare sulla terra tutti i sogni che rincorriamo svolazzando tra le nuvole.

Le gambe e i piedi rappresentano stabilità, concretezza, ma soprattutto mobilità: incarnano la capacità di andare e tornare. I piedi lasciano un'impronta nel mondo, un'impronta che è solo nostra, ci identifica. Di tutto questo bisogna tener conto quando si modella. Nessuna gamba, nessun piede è uguale a un altro, anche all'interno di una stessa persona, se si osserva con attenzione, il destro e il sinistro avranno lievi differenze. Torniamo, ancora una volta, al concetto di unicità dell'essere. Mi viene in mente l'acronimo ooak (one-of-a-kind, cioè pezzo unico) che si dà alle fate modellate in pasta sintetica. Con tutti i dubbi del mio inglese incerto, mi piace pensarne un altro: ooab, ovvero one-of-a-being, creatura unica :)

Con le gambe si danza. Vi lascio quindi alle note del valzer fatato che accompagna il video qui sotto, che potete vedere più in grande direttamente sul canale youtube di Celidonia.



Per unire il Super Sculpey Living Doll delle gambe al busto già cotto ho usato una piccolissima quantità di Fimo Liquid, che ha fatto da collante. Si può utilizzare ovviamente anche un altro tipo di pasta sintetica liquida o, in assenza di questa, un goccino di colla vinilica (ecco, l'ho detto! Ora mi sento molto Art Attak! :)). In quest'ultimo caso, però, è meglio attendere 24 ore prima d'infornare, così che il plastificante presente nella pasta cruda possa sciogliere un pochino quella cotta e si possano creare legami più saldi in cottura. Eviteremo in questo modo punti di fragilità e possibili crepe, e le gambe resteranno saldamente ancorate al busto. Anche in questo caso, come per la testa e il corpo, sarebbe bello se esistesse un tutorial che spiegasse come ancorarsi alle proprie, di gambe, e ad avere dei piedi ben saldi alla terra! Qualcuno lo conosce? :)